Allevare le Blatte
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In generale allevare blatte non comporta particolari difficolta’, alcune specie possono richiedere piu’ attenzioni rispetto ad altre, come la Macropanesthia rhinoceros. Altre invece, rispettose della loro nomea di insetti infestanti, richiedono cure minime e si moltiplicano velocemente. Da citare tra le specie piu’ diffuse tra i terrariofili la Nauphoeta cinerea, una vera macchina sforna blatte!

E’ vero, quando si parla di blatte si pensa alle case invase da questi amici a sei zampe, ma di quasi 4000 specie conosciute solo una ventina sono il reale flagello tra le quali spiccano la Blattella germanica, Periplaneta americana, Supella longipalpa (S. supellectilium) e la Blatta orientalis. Cio’ non significa che ora andiamo giu’ in cantina a caccia B. orientalis per mettere su un allevamento, anzi se ne vediamo attorno meglio starne alla larga e magari chiameremo una ditta disinfestatrice, queste posso essere portatrici di agenti patogeni quindi di malattie da non sottovalutare. Meglio cimentarsi con specie tropicali e ceppi controllati quindi allevati al chiuso senza contatti con le specie esterne, comunque qualsisai specie si dovesse decidere di allevare bisogna farlo con rispetto verso il nostro ambiente cercando di evitare ogni possibile fuga di esemplari.

Il setup piu’ semplice per allevare le blatte consiste in un contenitore piu’ o meno ampio in relaziona al numero di esemplari che si intende ospitare e dalla specie prescelta. Una colonia di Gromphadorhina Portentosa sicuramente richiede uno spazio piu’ ampio rispetto ad una di Blatta lateralis, mettendo poi anche in considerazione che i maschi di alcune specie sono territoriali, appunto la G. Portentosa per esempio.

Brevemente cerchero’ di elencare cio’ che accomuna le varie specie in materia di allevamento,per poi approfondire l’argomento su ogni singola specie quando opportuno.

Contenitore, di plastica, trasparente e non, le blatte sono amanti del buio, quindi se non verra’ sistemato in un ambiente privo di luce sara’ bene che il contenitore sia di materiale opaco/scuro. D’obbligo un coperchio, molte specie sono ottime arrampicatrici, e’ meglio quindi limitarne le fughe , ci vengono in aiuto anche alcune accorgimenti per tenerle confinate nel loro piccolo mondo.

Diciamo che un contenitore di dimensioni 40x40x30 ne puo’ contenere tranquillamente 5000+ di Nauphoeta cinerea, e qualche centinaio delle piu’ grosse G. Portentosa tra adulti e ninfe.

Importante e’ fornire un qualche nascondiglio per far senitre le blatte piu’ a loro agio, usualmente si introducono nella scatole i contenitori di cartone per le uova, quelli da 12×12 preferibilmente, in alternativa anche i rotoli di cartone della carta igienica o dei rotoloni da cucina. Per procurarsi i cartoni porta uova possiamo provare a chiedere alle pasticcerie vicino case, molte volte vengono buttati anzichè reciclati e noi lì pronti a farne manbassa.

Tema di controversie e’ il discorso di provvedere il contenitore con un qualche materiale di fondo, crusca, segatura, sabbia, fogli di giornale ecc. Personalmente ritengo che l’aggiunta di un substrato non porti nessun beneficio all’allevamento delle blatte, discorso leggermente diverso per alcune specie, anzi ne diviene ricettacolo di funghi, batteri e acari.

Le specie piu’ diffuse, che siano per scopi alimentari, o per pura passione, sono principalmente la Blaptica dubia, Nauphoeta cinerea e la Gromphadorhina portentosa. Per alimentarle andremo a preparare un mix di cereali, crusca, latte in polvere, croccantini per gatti macinati come base, frutta fresca per soddisfare la loro sete, alcune specie adorano le foglie di quercia (opportunamente trattate) altre vanno pazze per i biscotti ai cereali, altre ancora per la pasta in bianco. Come si vede la dieta può e deve essere varia.

More coming soon…

Wednesday July 19th 2006, 3:17 am Filed under: Blatte

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